A. Forli - T. Guida
SE/A23 il Rischio Idrogeologico in Italia
Adempimenti e tecniche operative di intervento
• Fenomeni franosi, idraulici ed erosivi
• Aree a rischio
• Prevenzione e mitigazione del rischio
• Procedure e normative in vigore
• Schede informative per gli interventi e schede di allegato alle richieste di finanziamento
il Rischio Idrogeologico in Italia

2009

pp. 416

Prezzo €:42,00

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formato 17 x 24

 

(9788851305727)

 
 
 
 
 
 

 

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L'Italia è un Paese dove l'esposizione al rischio di frane e alluvioni è particolarmente rilevante; esso costituisce pertanto un problema di grande rilevanza sociale, sia per il numero di vittime che per i danni prodotti alle abitazioni, alle industrie e alle infrastrutture.
L'uomo oltre che principale vittima dei fenomeni di dissesto ne è artefice e concausa; ne deriva che la difesa dai rischi idrogeologici si impone con urgenza in termini di previsione, prevenzione e mitigazione del rischio.
Questo testo propone un approccio sintetico e mirato sul tema del dissesto idrogeologico, offrendo un repertorio aggiornato sia delle tecniche di prevenzione necessarie a garantire alle popolazioni la massima sicurezza dei propri contesti insediativi, sia degli interventi di mitigazione del rischio effettivamente applicati sul territorio.
Il manuale presenta le diverse tipologie di dissesto e fa specifico riferimento ai programmi e alle politiche di governo, riservando la necessaria attenzione all'esame delle procedure e delle normative in vigore. In appendice, oltre che i contenuti dei Piani per l'assetto idrogeologico, vengono riportate in modo chiaro le schede informative per gli interventi connessi ai fenomeni di dissesto e le schede da allegare alle richieste di finanziamento degli interventi stessi.
Prefazione
Premessa

Il rischio idrogeologico in Italia: adempimenti e tecniche operative d’intervento
1 Il dissesto geologico-idraulico del territorio italiano
1.1 Il rischio idrogeologico in Italia
1.2 Cause del dissesto idrogeologico
1.3 Aree a rischio e classi di rischio idraulico e di frana e valanga
1.4 Le Autorità di bacino e la perimetrazione delle aree a rischio
1.5 La cartografia tematica prodotta dalla Pubblica Amministrazione
2 Movimenti gravitativi
2.1 La degradazione e il dilavamento dei versanti
Degradazione meccanica e chimica
Denudazione
Evoluzione delle forme dei rilievi
Cambiamenti climatici
Degradazione meteorica e dilavamento
Fenomeni superficiali
Deformazioni gravitative profonde di versante (DGPV)
Le frane sensu strictu
2.2 Cenni di geologia del territorio e classificazione litotecnica dei materiali e delle terre
Litologia e suscettibilità ai dissesti
Classificazione litotecnica dei terreni
Classificazione delle terre
Classificazione degli ammassi rocciosi
2.3 Nomenclatura delle frane e introduzione ai principali sistemi di classificazione
Classificazione delle frane – Varnes & Cruden (1996)
Classificazione APAT dei fenomeni di dissesto geologico-idraulico (2006)
Stato di attività e velocità dei fenomeni
2.4 Principali fattori di franamento
2.5 Analisi dei meccanismi di rottura e metodologie di indagine
Indagini geologiche finalizzate allo studio di stabilità
Studio di movimenti precedenti
Rilievi superficiali e indagini geologiche
Strumentazione di misura dei movimenti
3 Fenomeni idraulici
3.1 Aspetti e terminologia di idrologia e geomorfologia fluviale
3.2 I processi fluviali
Piene ed esondazioni
Delimitazione fasce fluviali
Incremento della causa scatenante: le precipitazioni intense
3.3 Studio di piene e alluvioni
4 Erosione e degradazione dei suoli
4.1 Definizione di suolo e pedogenesi
4.2 La degradazione del suolo
4.3 I processi erosivi sui suoli
L’erosione
La desertificazione
Uso agricolo improprio
L’“Equazione universale per la perdita del suolo” (USLE)
Controllo dell’erosione
4.4 Le politiche comunitarie in materia di protezione dei suoli
4.5 Strategie e azioni di riduzione della vulnerabilità dei suoli
5 Tecniche e opere di intervento
5.1 I principali interventi di manutenzione del territorio e di difesa del suolo dai dissesti idraulici e geologici
5.2 Principi e metodi di stabilizzazione dei versanti in frana
5.3 Opere di difesa dal rischio idraulico
Tipologia di opere e interventi di difesa idraulica
Opere di difesa di tipo attivo: casse d’espansione, laminatoi, invasi
Opere di difesa di tipo passivo: argini e difese
Opere longitudinali
5.4 Tecniche di ingegneria naturalistica
Criteri di stabilizzazione mediante tecniche di I.N. e tipologie di opere
Alcune delle tipologie più comuni di intervento
5.5 Interventi non strutturali: il ruolo della Protezione Civile e i Piani di Emergenza
Gestione del sistema di allerta nazionale
I Precursori di evento
I Piani di Emergenza
5.6 La modellistica e i GIS a supporto della pianificazione
6 Gli adempimenti e i soggetti preposti
6.1 Le azioni per la mitigazione del rischio idrogeologico
Fase conoscitiva
Individuazione degli squilibri
Azioni propositive
6.2 I Piani per l’Assetto Idrogeologico ordinari e straordinari
6.3 Lo stato di attuazione della pianificazione di settore
6.4 I vincoli presenti sulle aree interessate da frane, alluvioni e valanghe
6.5 Il finanziamento degli interventi di difesa del suolo
7 La normativa di settore e le competenze nella materia
7.1 I principali strumenti normativi: la legge 183/89 e le norme ‘storiche’
La Legge 183/89
7.2 Le Leggi Sarno e Soverato
7.3 Le modifiche introdotte dalla parte terza del D.Lgs. 33 Aprile 2006 n. 152, di riordino della materia
7.4 La ripartizione delle competenze tra gli enti pubblici
APPENDICE 1
APPENDICE 2 Contenuti del piano stralcio di bacino per l’assetto idrogeologico previsti dalla normativa vigente

1 Stato delle conoscenze
1.1 Descrizione dell’ambiente fisiografico
1.1.1 Individuazione del bacino
1.1.2 Morfologia, geologia, pedologia, uso del suolo
1.1.3 Climatologia e idrologia
1.1.4 Sedimentologia e trasporto solido
1.2 Normativa e caratterizzazione delle ripartizioni amministrative
1.3 Descrizione dell’ambiente antropico (stato di fatto)
1.4 Censimento delle opere di difesa del territorio
1.5 Stato di manutenzione e di efficienza delle opere
2 Individuazione degli squilibri
2.1 Caratterizzazione degli squilibri
2.2 Risorsa suolo
2.3 Attività estrattive
2.4 Attività insediative
2.5 Situazioni a rischio idraulico e geologico
3 Azioni propositive
3.1 Obiettivi
3.2 Elaborati di piano
3.2.1 I piani di bacino e gli altri strumenti di pianificazione
3.3 Proposte di intervento e priorità
Cartografia
Elaborati grafici
APPENDICE 3
APPENDICE 4
Bibliografia
Antonella Forli
Ha conseguito diversi attestati, qualifiche e abilitazioni per l’attività libero-professionale di geologo, e per gli aspetti tecnici e giuridici del diritto e della gestione dell’ambiente.
Collabora con la Regione Lazio - Assessorato Agricoltura per attività di supporto agli aspetti ambientali e territoriali collegati alle attività agricole con professionisti ed enti pubblici per tematiche di geologia tecnica e ambientale e di pianificazione urbanistica. È membro di commissione edilizia e collabora come volontario di Protezione Civile nella gestione e prevenzione dei rischi naturali.
Tiziana Guida
Ha intrapreso la carriera professionale operando prevalentemente nell’ambito della geologia tecnica e ambientale e della pianificazione urbanistica, per committenti pubblici e privati.
A seguito del “Decreto Sarno”, emanato dopo gli eventi franosi del maggio 1998, è entrata a far parte della Segreteria Tecnica per la Difesa del Suolo, organo di consulenza del Ministro dell’Ambiente, in qualità di membro esperto.
Ha svolto attività didattica nell’ambito di seminari sulla legge 183/89 sulla difesa del suolo presso i corsi di laurea di Scienze geologiche dell’Università di Roma III e dell’Università di Roma “La Sapienza”. È stata più volte membro della Commissione esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di geologo.